Tetti Verdi per le cantine vinicole: la risposta sostenibile di Derbigum per integrare architettura e paesaggio

Derbigum ha esperienza decennale nell'impermeabilizzazione di cantine vinicole. Diversi i prodotti adatti a tal scopo.

I tetti verdi facilitano il mantenimento della temperatura ideale per uva, vino e barricaie, aumentando la sostenibilità e facilitando il risparmio energetico. Franco Villa, Country Manager Derbigum Italia: «Le nostre soluzioni impermeabilizzanti resistenti alle radici, come Derbigum NT AR, Derbigum SP AR, Derbigum GC AR e Vaeplan, offrono sicurezza a lungo termine, senza compromessi sulla qualità o sulla sostenibilità».

Castel Guelfo di Bologna (BO), 10 giugno 2025 – Negli anni Derbigum – azienda specializzata in coperture di qualità e a basso impatto ambientale – ha sviluppato una competenza specifica nel rifacimento di numerose cantine vitivinicole nel Centro e Nord Italia, dalla Nevio Scala alla Val delle Rose fino all’azienda Vinicola Caprili e la Vallepicciola. Tutti questi progetti hanno previsto il verde pensile che, oltre che rappresentare una soluzione tecnica efficace, offre anche un indubbio vantaggio estetico, permettendo all’edificio di inserirsi con armonia e discrezione nel paesaggio.

In anni passati questa tecnologia era marginale mentre oggi è sempre più sviluppata, dal momento che i tetti verdi facilitano il mantenimento della temperatura ideale per uva, vino e barricaie, aumentando la sostenibilità e facilitando il risparmio energetico. Realizzare sistemi impermeabili a verde pensile è ovviamente molto complesso. Servono materiali durevoli, di alta qualità ed è necessario selezionare prodotti antiradice adeguati. Oltre a questo è anche necessario prevedere sistemi di posa specifici – come ad esempio quello a colla – che permettono di compartimentare la copertura e di evitare quindi la rimozione di tutto il tetto verde in caso di infiltrazioni.

«Nel progettare coperture verdi per le cantine vinicole è fondamentale garantire non solo prestazioni tecniche elevate, ma anche ottenere una perfetta integrazione nel contesto naturale – afferma Franco Villa, Country Manager Derbigum Italia -. Le nostre soluzioni impermeabilizzanti resistenti alle radici, come Derbigum NT AR, Derbigum SP AR, Derbigum GC AR e Vaeplan, offrono sicurezza a lungo termine, senza compromessi sulla qualità o sulla sostenibilità. Grazie anche al sistema di posa a colla con adesivo bituminoso Derbibond, che agevola il monitoraggio di eventuali infiltrazioni, alla nostra rete di applicatori approvati, formati dall’ufficio tecnico di Derbigum Italia, e alle garanzie su prodotto e posa fino a 20 anni, offriamo un sistema completo e affidabile, unico sul mercato». Tutti i prodotti Derbigum possiedono i certificati che attestano qualità, durabilità e basso impatto ambientale, garantendo un plus nella scelta.

In più di un’occasione Derbigum ha collaborato con Fiorenzo Valbonesi, architetto con decine di pubblicazioni all’attivo che negli anni ha acquisito una competenza e una passione specifica nella progettazione di cantine vitivinicole su tutto il territorio nazionale ed è stato, per un breve periodo, docente presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze. «La mia esperienza nel progettare cantine vinicole è iniziata, come sempre accade, da una prima occasione che ha generato in me interesse e studio per un tema progettuale complesso ma stimolante – spiega l’architetto -. Fin dall’inizio ho scelto il verde pensile per le coperture, tecnologia che avevo utilizzato in progetti di residenze».  Il tema progettuale complesso è stato il progetto della Cantina Campodelsole – Bertinoro (FC) – progettata ed edificata ad inizio anni 2000, ha segnato, infatti, un punto di svolta per l’architetto Valbonesi. Per questo progetto, oltretutto, sono stati utilizzati prodotti Derbigum. Da allora, l’architetto, ha progettato oltre 40 cantine, in Italia e all’estero, di cui circa 10 sono state realizzate e molte altre in corso d’opera.

«Penso che la sostenibilità e il basso impatto ambientale siano oggi temi inevitabili da considerare – afferma l’architetto Valbonesi -. Non penso però che un approccio dogmatico sia la risposta necessaria. Tutti sono sempre più attenti a queste tematiche e ovviamente anche le committenze, anche perché il mondo dell’agricoltura è inevitabilmente il primo testimone dei cambiamenti climatici in atto. Le soluzioni non sono però univoche e l’uso sapiente di materiali e tecnologie serve a trovare una risposta il più possibile in equilibrio». Previsioni per il futuro? «L’Italia ha una grande biodiversità, unica al mondo – ricorda Valbonesi -. Si coltiva uva da tempo immemore e va da sé che chiunque decida di impiantare un vigneto, prima a poi, per trasformare la propria uva in vino dovrà individuare un luogo idoneo. E quindi, se vuole ristrutturare o costruire una cantina con un occhio all’efficienza energetica e alla bellezza dovrà affidarsi a un tecnico con la sensibilità adeguata a raggiungere questo obiettivo».

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