Cos'è il PNRR?

Scopriamo assieme cos'è il PNRR, cosa prevede in Italia e come si inseriscono i CAM al suo interno per le impermeabilizzazioni.

Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) è un piano strategico che rappresenta il programma di investimenti e riforme adottato da un paese membro dell’Unione Europea per utilizzare i finanziamenti del Next Generation EU. Il Next Generation EU è un fondo di ripresa istituito dall’Unione Europea in risposta alla crisi economica causata dalla pandemia di COVID-19.

Il PNRR è quindi finalizzato a stimolare la ripresa economica, promuovere la resilienza e sostenere la trasformazione degli Stati membri, favorendo la transizione verso un’economia più sostenibile, digitale e inclusiva. Ogni paese dell’UE ha perciò sviluppato il proprio PNRR, in linea con le priorità e gli obiettivi comuni stabiliti a livello europeo.

Progettato per affrontare le principali sfide e opportunità che i paesi si trovano ad affrontare, deve essere in linea con gli obiettivi strategici dell’UE. Solitamente, il piano prevede investimenti in settori come innovazione tecnologica, infrastrutture, sostenibilità ambientale, formazione e occupazione, sanità, digitalizzazione e altre riforme strutturali.

Il PNRR deve essere presentato e approvato dalla Commissione Europea, che valuta se i progetti proposti rispondono ai criteri e alle priorità stabiliti. Una volta approvato, il paese membro riceve finanziamenti per implementare le misure e i progetti previsti, con l’obiettivo di sostenere la ripresa economica a breve termine e promuovere una crescita sostenibile a lungo termine.

Come si inseriscono i CAM nel PNRR?

L’inserimento dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) nel PNRR in Italia è gestito dal governo italiano, in collaborazione con la Commissione Europea.

CAM (Criteri Ambientali Minimi) per le opere pubbliche sono definiti nell’ultimo aggiornamento al Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della Pubblica Amministrazione. Questi ultimi si possono inserire nel Piano di Riprese e Resilienza così:

  1. Digitalizzazione e competitività filiere. Promuovere la transizione digitale nella PA, nelle infrastrutture di comunicazione e nel sistema produttivo, migliorare la competitività delle filiere industriali e rilanciare il turismo e la cultura.
  2. Rivoluzione verde e transizione ecologica. Incentivare la sostenibilità sociale ed economica, con interventi che coinvolgono aree come l’agricoltura, la gestione dei rifiuti, l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili e la biodiversità del territorio.
  3. Infrastrutture per una mobilità sostenibili. Modernizzare e potenziare la rete ferroviaria, ottimizzare e digitalizzare il trasporto aereo, garantire l’interoperabilità della piattaforma logistica nazionale per la rete dei porti.
  4. Istruzione e ricerca. Colmare le carenze nel sistema dell’istruzione lungo tutte le fasi del ciclo formativo, dall’asilo nido fino all’università, rafforzando i sistemi di ricerca e offrendo nuovi strumenti per il trasferimento tecnologico.
  5. Inclusione e coesione. Investire nelle infrastrutture sociali, rafforzare le politiche attive del lavoro, sostenere l’alternanza scuola-lavoro e l’imprenditoria femminile, con attenzione alla protezione di individui fragili, famiglie e genitori.
  6. Salute. Rafforzare prevenzione e assistenza tramite l’integrazione tra servizi sanitari e sociali e la digitalizzazione del SSN, potenziare il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) e la Telemedicina, promuovere la formazione del personale sanitario e la ricerca scientifica.

Per quanto riguarda le impermeabilizzazioni, il PNRR ed i CAM riguardano prevalentemente il punto 2 e puoi consultare questa pagina dedicata.

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