Derbigum e l'economia circolare: dal riciclo, impermeabilizzazioni di prima scelta

Derbigum ricicla le impermeabilizzazioni e non solo, per creare prodotti che siano all'avanguardia, tramite un processo di economia circolare
Le materie prime riciclate per dei tetti con impermeabilizzazioni di prima scelta, grazie all'economia circolare

Derbigum si impegna da anni a riciclare le impermeabilizzazioni e ha messo in piedi un processo di economia circolare che le consente di creare materie prime di prima scelta.

L'installazione delle membrane impermeabili sulle coperture genera una moltitudine di materie prime di "scarto" che possono essere riutilizzate. Ad esempio, i ritagli e gli scarti di produzione. Derbigum recupera questi sfridi e li riutilizza per creare nuove membrane impermeabili. Membrane che, a loro volta, sono riciclabili al 100%.

L'economia circolare: una scelta libera!

L'economia circolare è per noi una libera scelta, ma quasi obbligata, dato che le materie prime sono sempre più scarse e perché siamo fortemente impegnati nella responsabilità sociale. Questo modello economico mira a riutilizzare al massimo i materiali.

Membrane riciclabili al 100%

Degli anni '90, Derbigum ricicla 4000 tonnellate di bitume ogni anno, senza alcuna perdita di qualità: questo processo è paragonabile a quello dell'oro che viene fuso. Le materie prime di "scarto" possono quindi essere perfettamente riutilizzate per produrre nuove membrane. Nella sua produzione, Derbigum punta a utilizzare materiali riciclati al 100% e materie prime biologiche. Questa combinazione consente di generare prodotti finiti che, a loro volta, sono completamente riciclabili.

Prodotti sostenibili

Le membrane realizzate con percentuali di riciclato sono il Derbigum NT, come strato di impermeabilizzazione finale e il Derbicoat NT, come sottostrato. Queste membrane contengono rispettivamente il 25% e il 30% di materie prime riciclate. Le percentuali indicate sono certificate da PriceWaterhouseCoopers. Il nostro obiettivo è aumentare ulteriormente queste percentuali in futuro attraverso ricerche approfondite, ovviamente senza influire sulla qualità finale delle nostre membrane impermeabili.

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