Coperture con impianto fotovoltaico e la classificazione BROOF t3

Perché la classificazione BROOF (t3) sarà sempre più richiesta per la progettazione di coperture impermeabili? Come l'aggiornamento dell'1 settembre 2025 ha cambiato il mondo delle coperture? Scopriamolo assieme.

La classificazione BROOF (t3) sarà sempre più richiesta per la progettazione di coperture impermeabili, ma perché?

Per poter progettare correttamente una copertura che abbia come destinazione di accogliere un impianto fotovoltaico, le normative italiane stanno diventando sempre più stringenti. Di recente, infatti, si sta propendendo verso la richiesta della classificazione BROOF t3, che nel settore delle impermeabilizzazioni è la più stringente.

Avere una copertura classificata al fuoco BROOF è fondamentale per installare un impianto fotovoltaico. Un tetto con questa classificazione, infatti, permetterà di avere una maggior sicurezza contro gli incendi.

Per proteggere un immobile dagli incendi che possono svilupparsi sia all’interno, che dall’esterno, è stata sviluppata una normativa europea a partire dagli anni ’90. La normativa attualmente in vigore è la UNI EN 135501-5:2009 “Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione. Classificazione in base ai risultati delle prove di esposizione dei tetti a un fuoco esterno

L’evoluzione della classificazione BROOFf è legata alla crescente necessità di standardizzare i materiali da costruzione in relazione alla resistenza al fuoco. Nel corso degli anni, infatti, si comprese che le coperture avevano un ruolo cruciale nella propagazione del fuoco in caso di incendio. È per questo che è nata la classificazione BROOF, fornendo un metodo standardizzato per valutare la resistenza al fuoco dei pacchetti di copertura.

La normativa in Italia

In Italia la normativa per la protezione dallo sviluppo degli incendi dall’esterno potenzialmente causati dalla presenza di un impianto fotovoltaico, è regolamentata dalla Circolare del Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Ministero dell’Interno, con l’ultimo aggiornamento dell’ 01/09/2025.

La norma di riferimento richiamata è la UNI EN 13501-5:2009Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione. Classificazione in base ai risultati delle prove di esposizione dei tetti a un fuoco esterno” con le modalità di prova previste per i pacchetti di copertura. In particolare dal 2025 sono ammesse le sole classificazioni B-Roof (t3) e (t4), e non più la B-Roof (t2) sufficiente nella versione del 2012 della Circolare.

Tra le diverse modalità possibili per raggiungere l’obiettivo, quella che coinvolge i pacchetti di copertura è presa in considerazione nel caso 3 riportato nel paragrafo 4.2 della Circolare del dipartimento dei Vigili del Fuoco del Ministero dell’Interno del 1/9/2025, ovvero la valutazione del rischio tenendo conto della classe di resistenza agli incendi esterni di tetti e coperture.  

Si definisce tetto l’insieme degli elementi che compongono la copertura, incluso l’ultimo strato di impermeabilizzazione, lo strato coibente e la barriera al vapore [cfr. termini e definizioni a pag. 5 della norma EN 13501-5:2009].

La prova della classificazione BROOF(t3)

Rispetto alla B-Roof (t2) la prova t3 viene svolta con fuoco, vento e calore radiante (nella T2 solo fuoco e vento) su un provino più grande, da 1,2 x 3 m, anziché 40 cm x 1 m della T2.

Il superamento della prova è subordinato all’estensione della propagazione della fiamma e alla sua penetrazione nel pacchetto testato dopo una prova della durata di 30 minuti.

L’importanza di questa classificazione è fondamentale anche nel settore delle assicurazioni. Gli edifici con coperture classificate al fuoco Broof, possono beneficiare di premi assicurativi più bassi. Infatti, il rischio di incendio sarà inferiore rispetto ad un edificio che non ha questa classificazione.

DERBIGUM ha già diversi pacchetti classificati B-Roof (t3) e (t4), operando in paesi europei dove queste classificazioni sono già richieste da anni, ed una gamma di membrane impermeabili testate sia nella configurazione di “sistema tipico” che in configurazioni specifiche.

Le membrane Derbigum, infatti, sono classificate BROOF t1, t2, t3, t4.

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